Il 19 dicembre 2011
alle ore 10.00 presso l’auditorium del Nuovo Liceo Artistico di Alghero si è
svolta una conferenza sul tema della dislessia. Hanno partecipato la
presidente dell’AID provincia di Sassari Dott.ssa Letizia di Nora, il
Dirigente Scolastico Prof. Nicola Salvio, insegnanti, allievi e una cospicua
rappresentanza di genitori. Un’iniziativa fortemente sentita dal corpo
docente finalizzata a informare
correttamente del problema, sensibilizzare operatori scolastici e opinione
pubblica e garantire in virtù della legge
170/2010 il principio sopra la quale la scuola stessa si fonda: il diritto
di apprendere. Ha aperto i lavori, il
dirigente scolastico affermando che ormai, e finalmente, la dislessia deve
essere trattata con la serietà che è doveroso riservarle.
La presidente dell’AID dopo la proiezione del video Come macchie di
cioccolata e la lettura di alcuni passi tratti da Dislessia dalla A
alla Z e Le aquile sono nate per volare di Rossella Grenci ha
posto alcune domande a cui rispondere:
Come vive la fanciullezza e la preadolescenza un ragazzo con dislessia
evolutiva?
Perché spesso vengono rifiutati dai dislessici gli strumenti compensativi
anche a costo di andare incontro ad insuccessi ripetuti?
Il computer e la calcolatrice sono marcatori sociali della diversità?
Come mai un ragazzo è bollato come fannullone ignorante, piuttosto che
dislessico?
Dal dibattito è emerso che i ragazzi dislessici non devono sentire il peso
di leggere ad alta voce, infatti, la difficoltà di lettura diventa per essi
una tortura e crea disagio in classe.
Non devono avere tempi limitati per i compiti, perché altrimenti patiscono
una qualche pressione psichica e la loro difficoltà si aggrava.
Devono, poi essere aiutati nel tradurre il fonema in grafema, cioè la voce
in scrittura.
E soprattutto devono poter disporre di tutti gli strumenti che evitano loro
il contatto con il loro disagio.
Oltre all'attenzione didattica,alla sensibilità, professionalità dei
docenti e alla solidarietà dei compagni, i ragazzi dislessici devono poter
disporre di strumenti compensativi e misure dispensative. In una parola,
devono essere posti nelle condizioni di produrre il loro potenziale
intellettivo, che non è inferiore a quello di nessun altro.
Alla conferenza è intervenuto anche Francesco Madeddu
dislessico, che ha portato la propria testimonianza. Questa legge, ha
affermato il ragazzo, è un messaggio forte che ricorda alla scuola che
esistono persone che potrebbero ottenere grandi risultati, ma che fanno
fatica e trovano nella scuola un muro che blocca e demoralizza. Il compito
di un insegnante è dunque quello di far emergere le potenzialità del proprio
alunno, non stipulare giudizi negativi frettolosi e grazie a questo spirito
molti ragazzi potranno raggiungere il traguardo della laurea e dimostrare al
mondo quello che valgono davvero.